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Intervento in Pakistan

Il giorno 8 ottobre 2005 il territorio del Pakistan è stato colpito da un terremoto di magnitudo 7.6, che ha avuto effetti devastanti, provocando oltre 79000 morti, un gran numero di feriti e danni ingentissimi. A seguito dell’evento il sistema mondiale della protezione civile si è attivato immediatamente. Il giorno 15 ottobre 2005 il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ha chiesto al Presidente della Giunta regionale di inviare in Pakistan l’ospedale da campo della Regione Marche e il personale necessario al suo funzionamento (personale del Servizio Protezione Civile, volontari ARES, VV.F. vol AN, ANPAs).

Per le vie brevi è stato inoltre chiesto di integrare con alcune strumentazioni ed apparecchiature elettromedicali la dotazione dell’ospedale. L’attività per consentire l’invio della missione è stata necessariamente, fin dall’inizio, frenetica anche perché, al momento della richiesta, l’ospedale da campo era a Catania per partecipare alla esercitazione EUROSOT 2005. Una volta rientrato in sede, si è reso necessario provvedere a modificare integralmente le modalità di stoccaggio del materiale (normalmente trasportato con l’impiego di quattro bilici) per consentire l’agevole imbarco su un aereo cargo e, una volta sul posto, lo scarico e il trasporto con le modalità possibili in un territorio così gravemente colpito.

Sono state complessivamente movimentate oltre 21 tonnellate di materiale delicatissimo. Tutto il personale del Servizio Protezione Civile e Sicurezza Locale e le associazioni di volontariato coinvolte hanno collaborato, senza badare a orari e mansioni, per svolgere tutte le attività necessarie: stoccaggio dei materiali, prenotazioni voli, acquisizioni visti, reperimento e acquisto di attrezzature e farmaci, preparazione di apparati necessari alle telecomunicazioni e tutto quanto necessario al regolare ed efficace svolgimento della missione. Il primo contingente della Regione Marche, composto di 23 persone e dalla struttura campale ospedaliera, è giunto in località Mansehra in Pakistan in data 22 ottobre. La scelta della città di Mansehra per l’insediamento della struttura è da ricondursi alla necessità di sostituire l’ospedale della città, distrutto dal sisma e alla posizione strategica della città, in termini di problematiche legate alla viabilità, infrastrutture esistenti e sicurezza, a ca. 70 km dall’epicentro.

L’Ospedale Italiano Mansehra, ad oggi attivato, è il risultato dell’aggregazione della struttura campale ospedaliera portata dalla Regione Marche e di un PMA della CRI, insediatosi nella zona l’11 ottobre. Il personale che gestisce l’ospedale italiano viene coordinato dal DPC e afferisce a CRI, Regione Marche, ARES, VV.F. vol AN, ANPAs e a sanitari e interpreti pakistani locali. I principali obiettivi della struttura sono:

  • Necessità di una risposta sanitaria in ambito di catastrofe;
  • Donazione dell’ospedale alla popolazione locale, dopo un periodo di integrazione con gli staffs accorsi in occasione dell’emergenza, i quali dovranno garantire il passaggio di tutte le nozioni utili al fine dell’utilizzodelle attrezzature, strumentazioni e risorse dell’intero complesso ospedaliero campale.